mercoledì 4 febbraio 2009

LA MIA AMICA ANTO DICE DI ELUANA........

Ciao Dany.
...Dite la vostra... In questo contesto come in tanti altri che presentano delle similitudini è davvero molto difficile.
Un caso simile, di non molto tempo fa, risollevò i moltssiimi interrogativi che è inevitabile porsi in queste circostanze. Ma allora gli animi erano "più lievi" in quanto la richiesta proveniva direttamente dal paziente che pur avendo perso completamente la padronanza del suo corpo, conservava ancora integro il suo intelletto.
E se Eluana potesse dirci che cosa si prova in quelle condizioni, se la pensasse anche lei come quel "disperato" che con coscienza ha scelto di porre fine alla sua vita o se vorrebbe gridarci che nonostante tutto la sua vita deve continuare....chi può saperlo?!? Un'incertezza questa davvero disarmante... Se qualcuno ci proponesse di vivere in quelle condizioni credo che i volontari capaci di portare il peso di quella croce sarebbero davvero pochi; se anche lei fosse del parere di mettere la parola fine, pensa che calvario vivere ancora per un attimo; se la vita, comunque essa sia va vissuta, che gravissimo errore sospenderle la nutrizione o quant'altro!
La decisione di papà Englaro... Quale genitore non farebbe il possibile e di più per la vita del proprio figlio? Forse, dopo tanti anni di battaglie, sente addosso il peso della sconfitta... Non ha più armi per combattere ed anche la speranza si è affievolita... Una cosa sola però non potrai mai cessare... L'amore per sua figlia...
Penso che solo un'immensa disperazione possa umanamente parlando dirottarci verso quella che pare essere la fine di ogni male...
Tu giustamente dici che solo nostro Signore può decidere sulla vita, ma l'uomo emette la legge sull'aborto o in nome della giustizia si avvale della pena di morte.
Forse su questa terra le cose non vanno proprio cosi. Io lavoro in campo sanitario e a volte mi chiedo se mantenere la vita a tutti i costi non coincida davvero con quello che chiamiamo accanimento terapeutico. Vogliamo davvero avvalerci delle conoscenze scientifiche per sentirci noi quelli che possiamo "mantenere" le persone ancora in vita?
"Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno?"
Aggiungo perciò un altro interrogativo alla già tanto delicata situazione di Eluana e mi auguro di cuore che gli eventi possano evolvere nel "migliore dei modi" per Eluana e per il suo papà, nel rispetto della volontà di Dio padre.

Anto

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